(1914-1916)
Il Regno d’Epiro governò sul campo negli anni 1914-16.
Filiazione del Governo Provvisorio del Nord Epiro (sorto all’indomani
dell’evacuazione greca dei territori che il protocollo di Firenze aveva
assegnato al nascente Principato d’Albania) il Regno d’Epiro venne proclamato
nel marzo 1914, e la sua corona fu attribuita al nobile Gheòrghios Kristaki
Zogràfos; questi era un esponente di quella corrente politica che ad Atene
faceva capo al re Konstantìnos I e che si opponeva all’atteggiamento
rinunciatario del governo di Elefthèrios Venizèlos. Non è escluso, anzi, che la
designazione di Zogràfos fosse stata pilotata proprio da Re Costantino, al fine
di bilanciare l’azione del governo Venizèlos.
Attenzione: la denominazione era non Regno del Nord Epiro, ma Regno d’Epiro. Ciò non costituiva certo una manifestazione
d’ostilità nei confronti della madrepatria ellenica, bensì la chiara
rivendicazione di una precisa specificità nell’àmbito della Megàli Idèa, la “grande idea” panellenista. Ed era,
nel contempo, una netta presa di distanza nei confronti del governo venizèlista
di Atene, propenso ad abbandonare il territorio nordepirota al suo destino pur
di ottenere – secondo i desiderata britannici – il ritiro dell’Italia dal
Dodecanneso.
Dunque, la formazione del Regno d’Epiro era accolta dall’ostilità del governo
greco. Al contrario, e significativamente, poteva contare sul sostegno
incondizionato della Chiesa Ortodossa. Non soltanto, infatti, erano stati i tre
Metropliti epiroti a presiedere l’assemblea che aveva proclamato il Regno, ma
era in un secondo tempo lo stesso Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli a
riconoscere formalmente la nuova entità statale, ed a solennizzarla con
l’attribuzione dell’autocefalìa alla Chiesa Ortodossa Epirotasotto l’alto protettorato di Re Zogràfos.(1) E’ appena il caso di notare che, nel mondo balcanico, il
riconoscimento della Chiesa Ortodossa aveva infinitamente più valore che non
quello di questo o quel governo, e che, quindi, la proclamazione
dell’autocefalìa epirota rappresentava una sanzione definitiva della
legittimità del Regno d’Epiro. La concessione dell’autocefalìa, inoltre, può
essere oggi considerata come la prova dell’effettiva costituzione del Regno, da
molti messa in dubbio: mai, infatti, le autorità religiose ortodosse avrebbero
concesso tale attribuzione ad un semplice governatorato autonomo.
Quanto al governo di Atene, continuerà a guardare con grande diffidenza al
Regno d’Epiro; e non soltanto e non tanto per la questione nordepirota in sè,
quanto piuttosto per la manifesta volontà del piccolo Regno di estendere la
propria autorità e la propria rappresentatività a tutto l’Epiro, regione che da
parte greca si voleva semplicemente includere nel territorio nazionale, senza
il riconoscimento di alcuna particolarità, di alcuna specificità e,
soprattutto, di alcuna autonomia.
A nostro parere, era proprio il timore di una secessione epirota a convincere
anche Re Costantino dell’opportunità di circoscrivere l’episodio, e ad indurlo
– probabilmente – a chiedere al fido Zogràfos di farsi da parte e di
dimenticare la sua investitura reale. Gheòrghios Kristaki Zogràfos rientrava
perciò disciplinatamente nell’ombra, accettava di andare a ricoprire il ruolo
di Ministro degli Esteri nel governo costantinista di Dimìtrios Gùnaris (aprile
1915), e di un Regno d’Epiro non si parlava più, almeno ufficialmente.
Il Regno, comunque, seguiva le sorti del Governo Provvisorio del Nord Epiro, e
tramontava con l’occupazione militare del territorio nordepirota da parte
albanese (novembre 1916).
Da allora e fino agli anni ’90 del XX secolo, la rappresentanza dello Stato
nordepirota è stata assicurata dalla Chiesa ortodossa e dai movimenti di
resistenza al regime comunista albanese, che hanno promosso l’attività di
governi in esilio.
Dopo una lunga vacatio, infine, il teorico trono
dell’Epiro è stato assegnato – proprio dai movimenti di resistenza – al
principe Alèxandros (nipote della regina Geraldina d’Albania), il quale nel 2001 ha abdicato in favore
di un nobile italiano, il principe Davide Pozzi di Santa Sofia.
Per gentile
concessione del mensile “Storia del Novecento”.
Tratto da:
MICHELE RALLO: I “Regni-meteora” nell’Europa Orientale durante le guerre mondiali (“Storia del Novecento”, anno V, n.
89, settembre 2008)
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